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che davanti ad armadi stipati di ogni ben di Dio al cambio di stagione dicono: Non ho niente da mettermi. Ma il vero obbiettivo della maison controllata da tempo dal Gruppo LVMH (Louis Vuitton Moet Hennessy) è piuttosto vendere la nuova borsa da medico condotto chiamata "Dorine",
duvetica giubbotti donna, quella tagliata come un grande borsellino che di nome fa Clandestine e tutte le variazioni sul tema del classico mocassino Byblos che conserva le nappine sulla mascherina ma diventa ballerina o scarpa con il tacco. Del resto la giovane designer che proviene da un interessante apprendistato con Romeo Gigli prima e nel Gruppo Prada poi, dice di aver usato la storia del marchio come punto di partenza e fino a prova contraria Celine è nato nel 1945 a opera di Madame Vipiana, una signora così portata per gli affari da trasformare un negozio parigino di scarpe per bambini in una griffe del lusso globale. Diego Della Valle parla piuttosto di costruzione del sogno riferendosi a quel prezioso gioiellino del Gruppo Tod’s che è Roger Vivier,
belstaff uomini cotone cerato, firma di culto nel settore calzaturiero (qualcuno gli attribuisce l’invenzione della zeppa, altri quella del tacco a spillo) applicata oggi a un universo di oggetti speciali che vanno dalle borse ai gioielli passando per gli occhiali da sole. Visto che dietro c’è uno staff di prim’ordine che comprende l’ex Marianna di Francia Ines de la Fressange e l’ottimo designer Bruno Frisoni, ci si chiede perché non lanciarsi subito nell’abbigliamento. In mezzo a tutto l’idea di una collezione d’accessori dedicata all’Africa di Karen Blixen e all’eleganza rarefatta di Palm Beach negli anni Cinquanta è senza dubbio più evocativa di tanti abiti che non dicono nulla. Per ora la forza di Roger Vivier è produrre sogni che vogliono tutti e pochi si possono concedere risponde perentorio Della Valle. In effetti le scarpe a tiratura limitata fatte con un tessuto vintage dell’artista Raoul Dufy come il minibauletto battezzato Berlingo, sono l’emblema della desiderabilità. Certo Chanel diceva che l’accessorio è la punteggiatura dell’abito, ma se pochi si ricordano di scrivere un testo convincente,
chanel le boy bags, le virgole diventano inutili. Anche per questo la sfilata di Dries Van Noten ci è sembrata una meraviglia: un inno poetico e senza nessuna caduta sul fronte del folk alla sublime estetica orientale che prevede donne gentili,
nobis donne veste, vestite di tessuti preziosi, di forme tanto allungate quanto fluide e di silenzio.´╗┐Borse e scarpe contraffatte dalla Cinasequestrati 1600 pezzi

Circa 160 mila articoli contraffatti, soprattutto borse e scarpe, provenienti dalla Cina sono stati sequestrati dalla guardia di finanza di Livorno e dal servizio antifrode dell’ufficio delle dogane al termine di un’indagine durata due anni che ha monitorato la merce in arrivo nel porto di Livorno.

I finanzieri hanno denunciato sei persone per concorso in contraffazione e ricettazione. Sono due spedizionieri di Verona,
chanel 2.55 borse chanel 1115, uno spedizioniere di Genova, un’imprenditrice di Milano e due cittadini cinesi che avevano il compito di redistribuire in Italia la merce arrivata dalla Cina.

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fondamentaux du mal: tuer, voler,
chanel 2.55 borse chanel 1113, faire souffrir. le décalogue hébraïque en est un répertoire. Mais les interdits n’ont pas une valeur universelle, ils varient selon les époques et les cultures: en investissant la Nouvelle Espagne, les Espagnols ont découvert avec horreur l’ampleur des sacrifices humains, que les Aztèques considéraient comme l’aliment indispensable au soleil pour assurer la survie de leur précaire univers; plus près de nous, Freud a théorisé l’interdit de l’inceste, alors que les dynasties pharaoniques s’étaient succédées par consanguinité presque obligatoire; nous tenons la mutilation pour un crime, pourtant dans certains pays l’excision est exigée,
chanel 2.55 borse borse lembo chanel, à titre rituel dit on. De nos jours, la conscience écologique a déplacé la notion de mal du domaine de la morale à celui de l’environnement. Nous avons tous en mémoire l’exclamation de Arturo Cova, dans La vorgine de José Eustasio Rivera: Por primera vez, en todo su horror, se ensanch ante m la selva inhumana, adjectivation impropre aujourd’hui que rétrécit de façon alarmante le poumon amazonien et qu’en Afrique fondent les neiges du Kilimandjaro au risque de rendre un jour incompréhensible le titre de Ernest Hemingway. Mais, pour ce qui est de faire le mal, la nature a plus d’un tour dans son sac. Au Nouveau Monde,
chanel 2.55 borse chanel 28601, elle a pratiqué un prêté pour un rendu: décimés par la variole et la rougeole des Espagnols, les Indiens leur ont transmis la syphilis qui s’est chargée de ravager le Vieux Monde jusqu’à la découverte de la pénicilline; si la peste et la lèpre y ont, en plus, longtemps semé la terreur, en revanche, comme chez les animaux de la fable, tous ceux que le mal frappait ne mourraient pas forcément, alors que, pour l’heure, un mal planétaire appelé sida ne pardonne pas.2Pourtant, malgré la malignité des germes et des virus dont la nature est un réceptacle inépuisable, il semble que depuis toujours la palme du mal revienne à l’homme. Adam et Eve, qui avaient pourtant reçu le paradis en partage, y ont de suite introduit la pomme de discorde, et Caïn,